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Foresta Nera in Bici, Sesta Tappa: Titisee – Sankt Georgen

Nuovamente in treno, per addentrarci nella foresta

Ricorriamo nuovamente ai mezzi di trasporto tedeschi lasciando gli spettacolari laghi della Foresta Nera, per dirigerci nel centro della regione, superando Villingen e pernottando a Sankt Georgen, prima di raggiungere le cascate di Triberg.

Foresta Nera – Tappa 6 – Altimetria Villingen-Sankt Georgen

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Foresta Nera – Tappa 6 – Altimetria Titisee-Neustadt

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Altimetria Titisee Neustadt

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Foresta Nera – Tappa6 – Mappa

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Foresta Nera - Tappa 6: Titisee - Sankt Georgen

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| km | +m -m (netto: m) | scaricare file GPX scaricare file GPX
Tappa 6 - Start: 47.887715, 8.139496
Stazione di Neustadt: 47.910323, 8.211046
Stazione di Villingen: 48.057703, 8.465449
Gasthaus Zur Stadt Frankfurt: 48.131518, 8.334192
Tappa 6 - Arrivo: 48.133101, 8.335555
gasthaus Marianne: 48.132277, 8.334535

Cronaca di Tappa

La notte in tenda è stata funestata dalla tempesta. Dormire sotto l’acquazzone in mezzo agli alberi, con solo un sottile strato impermeabile a protezione, è assolutamente affascinante, ma anche inquietante. La parte peggiore poi, è smontare la tenda con la costante minaccia che riprenda a piovere.

Fortunatamente, il temporale notturno pare essersi indebolito, anche se l’ultima sferzata ci sorprende mentre ci dirigiamo verso il centro abitato di Titisee.

Con l’incognita del tempo, e della difficoltà delle strade di montagna intorno alla regione dei  laghi (troppo impegnative per il nostro scarso allenamento), ci affidiamo nuovamente ai mezzi di trasporto pubblici, prendendo il treno con destinazione Villingen, cittadina medievale, porta est della Foresta Nera.

Dalla stazione di Titisee, non sono molto frequenti i treni che vanno in quella direzione, affrontiamo quindi i 5 km che ci separano da Neustadt, la cui stazione è più trafficata. Il treno per Villingen però, pur avendo lo spazio per le biciclette, non ha una salita agevole (due alti gradini), per cui fatichiamo (con coloriti intercalari) per issare le biciclette sul mezzo.

In treno possiamo contemplare con calma il paesaggio silvestre. Attraversiamo anche il paese di Donaueschingen, noto per essere la fonte del Danubio, che sfocerà migliaia di chilometri più ad Est, nel Mar Nero. In circa 40 min. arriviamo alla stazione di Villingen.

Villingen, gemellata con l’industrializzata e di meno interesse Schwenningen, ci appare subito essere un carino borgo cinto da mura con quattro porte ai relativi punti cardinali. Ci colpiscono anche due vecchiette, che appena si incrociano sulla strada, cominciano a colloquiare in stretto accento calabrese.

Decidiamo di passare qui la notte, ma essendo alta stagione, pare che tutte gli alberghi siano al completo (tranne quelli troppo cari). Essendo solo metà giornata , dalla mappa scegliamo come meta notturna Sankt Georgen, a circa 15 km di distanza.

Seguendo le indicazioni, costeggiamo la ferrovia, fino a trovare dei cartelli con il simbolo delle biciclette che indicano sentieri che si inoltrano nel bosco.  Non facciamo molto caso al fatto che siano diversi dai soliti cartelli bianchi e verdi.

Seguiamo purtroppo il percorso dedicato alle mountain bike. Con il peso dei bagagli e la stanchezza che comincia a farsi sentire, ci inerpichiamo in salite a noi proibitive, in mezzo al bosco, sullo sterrato. Mentre il sole comincia a scendere pericolosamente verso l’orizzonte, noi siamo ancora in mezzo alla foresta, con il dubbio se mai riusciremmo a ritornare nella civiltà. Valery inizia a dare segni di cedimento, placati solo dal Ritter Sport. Anche la mia sicurezza impercettibilmente vacilla. Solo dopo almeno un paio d' ore, cominciamo a ritrovare i cartelli bianchi e verdi divenutici tanto cari. Entriamo in paesini abitati, rivediamo facce di esseri umani.

Sullo sfondo, si staglia, su una collina, la chiesa di Sankt Georgen.

Con l’ufficio turistico chiuso, la ricerca dell’alloggio si risolve chiedendo informazioni ai pochi passanti. Veniamo indirizzati da una dolce vecchietta, con il ginocchio kaput, che gestisce una piccola ed accogliente gästhaus. Il primo letto dopo 4 notti di tenda.

L’ospitalità di Marianne, la comodità del letto e la fatica, e spavento, provati nella tappa odierna, ci fa decidere di trattenerci per due notti in questa piacevole casetta.

Vicino alla gästhaus, mangiamo alla Gasthaus Zur Stadt Frankfurt , forse il miglior posto dove abbiamo mangiato nella Foresta Nera. Assaggiamo i piatti tradizionali della regione, una sorta di stinco bollito, ed una zuppa di carne, che ci rifocillano a pieno, dopo la dura giornata trascorsa.

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