Il passo del Moncenisio

Tour della Bretagna – Giorno 1 – Da Milano a Chambery

La prima tappa di avvicinamento alla Bretagna, arrivando in Francia dal Moncenisio

Finalmente ci lasceremo alle spalle la canicola asfissiante che attanaglia la penisola italiana in questa prima settimana d’Agosto. Finalmente troveremo frescura nel nord europeo. Il primo atto del viaggio verso la Bretagna, attraversando il passo del Moncenisio, giungendo nella Savoia francese.

  

Bretagna – Giorno 1: Da Monza a Chambery

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Tour della Bretagna - Giorno 1 - Da Monza a Chambery

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Bretagna,Giorno 1 - partenza: 45.593508, 9.274660
Bretagna,Giorno 1 - arrivo: 45.575998, 5.910156
Hotel ibis budget Chambéry Centre Ville: 45.575998, 5.910156
Forte Vittorio Emanuele: 45.211280, 6.736722
Valico del Moncenisio: 45.242745, 6.948338

On the road...

Il cielo italiano, decide di salutare la nostra partenza (e il nostro caricamento bagagli) con un violento temporale estivo (acqua che non si vedeva da settimane). Partiamo fradici, scarsa visibilità dall'auto, ma, in fondo, contenti.

Prima destinazione Chambery, a 360 km da Monza.

Il tragitto prevede il passaggio del traforo del Frejus, nel caso non ci sia troppo traffico per l'esodo. In caso contrario, il piano B ci porterebbe al valico del Moncenisio. Passato Torino, diretti alla val di Susa, i primi avvisi che stimano un’attesa di almeno 30 min. per attraversare il traforo ci indirizzano già al piano d’emergenza.

Il Moncenisio è un valico alpino delle Alpi Cozie, che collega l’Italia, la val di Susa, alla francese Savoia. Già percorso in tempi antichi, il Moncenisio è riconosciuto come una delle possibili vie seguite da Annibale (e dai suoi elefanti) per valicare le Alpi nel corso delle guerre puniche, per poi dilagare nella pianura, cogliendo di sorpresa le legioni romane.

La diga del Moncenisio

La diga del Moncenisio

Passo del moncenisio

Passo del Moncenisio

In epoca medievale, il traffico di uomini e di merci attraverso il valico si fa consistente, tanto da propiziarne la costruzione dell’ospizio di Moncenisio, voluto dall'imperatore Ludovico il Pio, ricostruito successivamente da Napoleone, che fece inoltre creare una strada carrozzabile che velocizzo lo spostamento degli eserciti (anche nelle successive guerre di Indipendenza italiane). La strada napoleonica si fonde nella più recente strada statale 25 del Moncenisio, che sale da Susa.

Per ottocento anni parte del territorio Savoiardo, rimase sotto il controllo italiano con il passaggio della Savoia alla Francia nel 1860, diventando confine di stato. Fino al periodo fascista, il colle venne fortificato e trincerato, per essere ceduto, a fine seconda guerra mondiale, allo stato francese vincitore.

Per prendere la strada statale 25, uscire a Susa dalla E70 (fate attenzione in quanto la SS25 non è ben segnalata). Immediatamente si sale di quota, raggiungendo Bar Cenisio ed il confine di stato. Si supera la linea della vegetazione ritrovandosi davanti l’imponente diga in pietra che crea il lago del Moncenisio, lago artificiale costituitosi nel 1968. Salendo ancora di quota, si apre la vista sul lago, sui monti e sulla vallata sottostante. Nei pressi del lago sono presenti rifugi, e partono diversi sentieri per il trekking. Già in territorio francese, valichiamo passo a 2083 m, per cominciare a scendere nella valle della Maurienne (la Moriana).

veduta della Diga del Moncenisio

Altra veduta della Diga del Moncenisio

Vuoi per lo sbalzo termico tra la bollente Monza e il ventoso passo alpino, o per altri fattori ignoti, lo stomaco comincia a dare segnali di malessere, accompagnati da un fastidioso mal di testa. Non aiuta la prima di una lunga serie di crepes che prendiamo a fondo passo, a Lanslebourg-Mont-Cenis, primo paese francese che incrociamo. Ci fermiamo alla creperia adiacente al Hôtel Relais des Alpes.

Con la nausea avanzante, Valery si mette alla guida direzione Chambery. Purtroppo ho vaghi ricordi della discesa per la Moriana, fino all’arrivo a Chambery, ma un’immagine mi rimane scolpita. Una possente fortezza, che domina tutta la valle dalla cima di un colle. Sembra inconquistabile tanto pare possente. Si tratta del forte Vittorio Emanuele  , costruito dai Savoia come parte della linea difensiva dei forti dell’Esseilon, cinque piazzeforti costruite nel XIX sec. per difendere il Piemonte da un’eventuale invasione Francese.

Il malessere non mi permette di apprezzare appieno l’imponenza della costruzione. Arriviamo all’hotel di Chambery nel tardo pomeriggio e mi lascio andare sul letto, speranzoso di risollevarmi per visitare la città e cenare nella capitale savoiarda.

 

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