bormio lungo adda

Bormio – da contado medievale, a modaiola stazione sciistica

La rinomata stazione termale e sciistica

Bormio si erge a controllo di importanti passi, tra cui il Passo dello Stelvio, che ne hanno decretato la fortuna sin dai tempi dei romani, rendendolo un contado autonomo. Più di recente, persa l'autonomia, Bormio è diventata una località sciistica alla moda, dove non è difficile cogliere le molteplici conversazioni in russo camminando per le vie del centro.

  

Bormio – Mappa

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Bormio

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La Rasiga: 46.466088, 10.380760
La Vecchia Combo: 46.465125, 10.379555
Pizza4u: 46.468695, 10.373438
Agriturismo Rini: 46.463137, 10.360832
Torre Alberti: 46.467146, 10.375943
Torre Bajona o delle Ore: 46.468081, 10.377982
Ponte di Combo: 46.466485, 10.379419
Passerella Giuseppe Marelli: 46.465565, 10.374881
Panificio Eredi Romani: 46.466954, 10.376061
Collegiata di San Gervasio e Protasio: 46.467431, 10.377971
La casa di Mariella: 46.469397, 10.373717
Impianti di risalita a Bormio 2000: 46.462095, 10.372403

Con le nevicate abbondanti di quest’ultima parte d’inverno e con le appena concluse olimpiadi di Pyeongchang (che ho seguito in parte, le notti in cui riuscivo a svegliarmi), un desiderio ha cominciato a prendere forma nella mia mente, diventando sempre più intenso, dispotico, quasi opprimente. Una voglia da tempo assopita, ma mai doma. La voglia di fare una bella sciata.

Con la nascita del piccolo Sigfrido, non ho avuto molto tempo a disposizione per poter prendermi un’intera giornata da dedicare ad una delle mie grandi passioni (sin da quando avevo 6 anni). Ma oggi, Marzo 2018, dopo Burian, il tempo ci sarà, portando anche Valery e Siggy nel luogo che ha visto i miei primi passi (e cadute) da sciatore: Bormio, alta Valtellina.

Città: Bormio
Provincia: Sondrio
Regione: Lombardia
ITALIA
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Torre Alberti in Via Roma

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Chiesa di San Vitale

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Via Roma

  

Bormio – la storia

La prima citazione che si ha di Bormio su documenti ufficiali, si ha per mano di Cassiodoro, politico romano del V/VI sec, che citava le proprietà benefiche delle “Acque Burmiae”. Con le invasioni barbariche, Bormio seguì le sorti dell’intera Valtellina, e dell’Italia, con le dominazioni di Eruli, Goti, Bizantini, Longobardi e Franchi.

In epoca medievale, Bormio si vide al centro della lotta tra i vescovi di Coira e Como, per via della privilegiata posizione di controllo dei passi alpini. Ma grazie ad un’astuta politica, il comune riuscì a ritagliarsi sempre più indipendenza, divenendo un contado autonomo. Dopo una breve parentesi sotto il controllo di Como, Bormio riaccqustò la propria indipendenza, delegando il potere ad un podestà, ed emanando la “magna charta delle libertà bormiensi” nel 1377. Nel 1400, grazie ai dazi imposti in via esclusiva sulle merci che transitavano da Venezia verso il nord Europa, Bormio divenne un florido centro di 5000 abitanti, e, sul territorio del contado, si potevano contare ben 32 torri.

Nel 1487, Bormio cadde sotto l’assedio dei Grigioni. Nel 1471, la lega Caddea, la lega Grigia e la lega delle Dieci Giurisdizioni siglarono un rapporto federalistico chiamato Repubblica delle Tre Leghe, per proteggersi dal potente vicino austriaco. Questo accordo rafforzò i Grigioni che conquistarono Bormio, e diedero inizio al declino del contado, che fu soggetto al dominio della Repubblica, a partire dal 1512.

La fine della dominazione dei Grigioni si ebbe con l’invasione del Nord Italia da parte di Napoleone, che instaurò la Repubblica Cisalpina che comprendeva la Lombardia, Valtellina e, naturalmente, Bormio. Con la fine dell’occupazione Napoleonica, la regione passò sotto gli Asburgo, che costruirono la strada del Passo dello Stelvio, per congiungere la Valtellina al Bolzano e al Tirolo.

Con il Regno d’Italia, e la partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, le cime della zona videro i soldati da entrambi gli schieramenti darsi battaglia nelle situazioni climatiche e territoriali più estreme.

Bormio era difesa dal Forte di Oga, con i suoi cannoni a lunga gittata e dai soldati appostati nelle trincee scavate nella montagna e nel ghiaccio. Si ricorda la battaglia per il controllo del San Matteo (3678 mt.) strappato agli austriaci nell’estate del 1918, e bombardato aspramente nel successivo contrattacco che fece crollare la galleria di ghiaccio costruita come riparo dagli alpini del capitano Berni, il cui corpo rimarrà per sempre sepolto dalle nevi.

Già a partire da inizi 900’, vennero costruiti i primi impianti di risalita, che faranno di Bormio, nei decenni a venire, una rinomata località sciistica.

La Città

La strada da Monza per arrivare a Bormio è sempre trafficata. Dalla fine della superstrada a Morbegno, bisogna proseguire sulla statale 38 del passo dello Stelvio puntellata di semafori, rotonde e percorsa da lenti camion e molte macchine che si spostano durante i weekend verso le località sciistiche. La tangenziale di Sondrio e le gallerie da Sondalo velocizzano un poco il viaggio, ma è altamente suggestivo percorrere la SP27 dopo sondalo, che attraversa la vallata devastata nel 1987 dalla furia dell’alluvione che fece crollare sui paesi sottostanti un versante della montagna.

Bormio è un classico paese di montagna che vede un elevato afflusso turistico sia invernale, per gli impianti sciistici e le terme, che estivo, per le numerose passeggiate della zona. Il centro del paese è attraversato da via Roma, la via pedonale alla moda, che termina in piazza Cavour, su cui si affaccia la Collegiata di SS Gervasio e Protasio del 1621 (costruita sulle fondamenta della chiesa dell’803), la torre della Bajona, o delle Ore, e Kuerc, risalente al XIV sec. luogo in cui, nel tempo dell’autonomia del contado, si svolgevano le adunanze e l’amministrazione della giustizia.

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la Collegiata di San Gervasio e Protasio

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Il Kuerc e la torre della Bajona

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La pista Stelvio, vista da Piazza Cavour

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La sede del Braulio, famoso amaro locale

Ritornando in via Roma, fa bella vista la Torre degli Alberti, una delle pochissime torri (ai tempi di massimo splendore cittadino erano presenti 32) ancora in piedi. Ma, assolutamente da non perdere, le torte del Panificio Eredi Romani di Via Roma, caratterizzato dalla sempre presente folla all'interno. Le torte artigianali sono fantastiche! Percorrendo la via, si nota come il turismo si sia evoluto negli anni. Dall'accento milanese degli anni novanta (seppur ancora presente), sono predominanti ora la lingua russa, inglese e tedesca.

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Ancora una veduta della Stelvio

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Da Piazza Cavour si lascia il centro per raggiungere il Ponte di Combo, che scavalca il Frigidolfo, e che era l’unica via di accesso al borgo, per chi giungeva dalla Repubblica di Venezia. Seguendo il torrente si percorre un parco pedonale che costeggia il corso d’acqua e che viene superato poco più a valle da un più moderno ponte, che riporta al centro cittadino e a Via Roma. Dall'alto del ponte, si può osservare il paese di Bormio, con il mix di vecchi e storici edifici, e dei molto più numerosi caseggiati di montagna, pronti ad ospitare frotte di turisti.

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Il ponte di Combo

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Il ponte di Combo

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Lungo Frigidolfo

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Il Frigidolfo dal Ponte di Combo

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Dove mangiare a Bormio

Bormio è ricca di ristoranti, agriturismi e osterie caratteristiche. Bisogna stare attenti però a non cadere nelle trappole turistiche. Di seguito alcuni consigli.

Uno dei migliori locali di Bormio, in cui assaporare tutta la cucina tipica valtellinese. Luogo piccolo e accogliente, e sempre molto richiesto. Da prenotare con discreto anticipo.

     

Ambiente rustico e spazioso, offre un ricco menù completo con i piatti tipici della tradizione valtellinese. Come la vecchia Combo, il locale è situato nella zona vecchia di Bormio, oltre il ponte di Combo

     

Ad un quarto d’ora di cammino dal centro, l’agriturismo Rini offre un ottimo menù degustazione a 30€ a persona, con salumi vari, pizzoccheri e sciat, tagliata, formaggi e dolci. Accompagnare il tutto con una bottiglia di Inferno, ed un autoctono Braulio, assicura una cena ottimale (anche se può influire sulla resa nello sci la mattina successiva). Ci sono anche ottimi menù bambini.

     

Se si vuole passare una serata in casa (con Siggy è abbastanza tipico), al caldo, con fuori la neve, assaporando una buona pizza, si possono prendere d’asporto le pizze del Pizza4u (a cui e associato anche enoteca e birreria). L’impasto e gli ingredienti di prima qualità sono estremamente buoni, ed il contenitore per l’asporto e sicuramente suggestivo.

     

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Dove dormire a Bormio

In alta stagione, Bormio non è di certo una meta economica, soprattutto se non si prenota con largo anticipo. Airbnb ci è stata di grande aiuto, facendoci trovare un bellissimo appartamento a due passi da Via Roma, con vista sulla pista Stelvio che scende da Bormio 2000. La padrona di casa, Mariella, si è poi dimostrata gentilissima, accogliendoci con una deliziosa torta, e con la quale abbiamo potuto rievocare ricordi di Sydney, città che ci accomuna entrambi.

Bormio - il senso di siggy per la neve

Il senso di Siggy per la neve

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