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Pont-Aven e la scuola pittorica di Gauguin

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Busto di Paul Gauguin a Pont-Aven

Pont -Aven è un piccolo borgo bretone del Finistere, divenuto famoso per il grande numero di artisti che, soprattutto nel corso del XIX secolo, alloggiarono nella cittadina e in cui fondarono la scuola pittorica che ne prende il nome, la scuola di Pont-Aven. Tra i tanti artisti, il maggiormente citato e noto, è sicuramente Paul Gauguin, che vi giunse per la prima volta nel 1886.

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Pont-Aven

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Creperie \’Le Talisman\’: 47.856575, -3.742899
Bois de l\’Amour: 47.860167, -3.743784
Porto di Pont-Aven: 47.850765, -3.746831
Ponte sull\’Aven: 47.853091, -3.747582
Area di Parcheggio: 47.856588, -3.751686
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La nascita della scuola di Pont-Aven

Pont-Aven è un classico porticciolo bretone, posto all’estuario del fiume Aven, originariamente costituito da numerosi mulini ad acqua (documenti storici parlano di 14 mulini e 15 case). Un villaggio tranquillo, il cui tempo è scandito dall’inevitabile ciclo della marea e che, ancora nel 1800, contava solo 720 abitanti.

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Riqualificati mulini sull'Aven
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Antiche case sul fiume

Fu durante l’estate del 1864 che le cose cambiarono. Grazie alla nuova ferrovia che passava per la cittadina, un giovane pittore americano, Henry Bacon, si fermò casualmente nel villaggio, e ne rimase folgorato. Di ritorno a Parigi, Bacon tessé le lodi di Pont-Aven ai propri colleghi e amici americani, i quali, a loro volta, diffusero la voce. Già dall’estate del 1866, Pont-Aven ospitava una decina di artisti americani e inglesi.

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Antico mulino sull’Aven

Diversi furono i fattori che portarono il villaggio ad essere scelto come meta preferita degli artisti; in primo luogo la bellezza dell’ampio territorio agricolo nei dintorni dell’abitato, non ancora contaminato dalla modernità, era fonte di grande ispirazione per i pittori impressionisti dell’epoca. In secondo luogo il costo della vita era molto basso e quindi costituiva un’ottima attrattiva per gli squattrinati artisti. Non da ultimo, poi, vi era la propensione positiva della popolazione locale a fungere da modelli, agghindati con i variopinti vestiti tradizionali bretoni.  Si pensa, infine, che un ruolo importante l’abbia avuto il fascino delle lavandaie del piccolo villaggio.

Queste le ragioni che portarono Pont-Aven a subire l’arrivo periodico di ondate di artisti in cerca di ispirazione. Nel 1886, durante la “seconda ondata”, arrivarono Paul Gauguin e Emelie Bernard che posero le basi del movimento post-impressionista del sintetismo, che prese poi il nome di Scuola di Pont-Aven.

L'arrivo a Pont-Aven

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Ingresso di una casa a Pont-Aven

Arriviamo a Pont-Aven in una mattinata in cui in cielo si alternano rapide schiarite a grigie nuvole e abbondanti rovesci piovosi. Incuranti del meteo, moltitudini di turisti vengono richiamati dalla fama del luogo. Entriamo in paese seguendo la trafficata Rue de General De Gaulle, accodandoci alla lenta fila di macchine e trovando parcheggio in Rue des Abbès Tanguy, vicino all’ampia area di sosta presa da assalto.

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Una delle innumerevoli gallerie d’arte

Il primo impatto con il villaggio non è così idilliaco come speravo. Forse per l’atmosfera grigia, più probabilmente per l’affollamento, non percepisco il clima agreste e lontano dalla modernità che mosse i pittori del passato ad eleggere Pont-Aven quale luogo di alta ispirazione. Il centro cittadino è ricco di piccole gallerie d’arte, simulacri di un glorioso passato, mentre i ristoranti non hanno di certo mantenuto i prezzi contenuti che permettevano agli artisti di sopravvivere con pochi denari. Sembra che Pont-Aven viva e si sia evoluta “ad arte” per accogliere il turismo derivato dal nome di Gauguin e dei suoi compagni.

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Affascinanti abitazioni in pietra
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L'affollamento turistico

Ma certo, non tutto è negativo. I mulini che si stagliano sul fiume roccioso sono assolutamente affascinanti. Notevole il ponte di pietra che scavalca l’Aven e permette di avere un’ampia visuale dell’abitato. Anche il piccolo porto, con le barche cullate dalla corrente e dalla pioggia è molto suggestivo.

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Il porto di Pont-Aven

Per pranzo ci spostiamo poco fuori dal centro (non vogliamo sederci ad un ristorante, ma mangiare qualcosa di veloce) e troviamo posto (uno degli ultimi) alla Creperia Le Talisman , dove gustiamo l’ennesima, deliziosa, crepes bretone.

Dopo pranzo ci dirigiamo al Le Bois d’Amour, una passeggiata immersa nel verde che costeggia il fiume, e, forse, l’unico posto che realmente mi ha trasmesso una sensazione di tranquillità ed armonia con la natura, che forse lo stesso Gauguin provò, passeggiando per questi sentieri.

Il Bosco dell'Amore

Il Bosco dell’Amore di Pont-Aven, Le Bois d’Amour, è forse il luogo di massima ispirazione per gli artisti che si sono succeduti nel piccolo villaggio di Pont-Aven, a partire dal XIX secolo.

Le Bois d’Amour è una passeggiata che parte poco a nord del centro cittadino, accessibile da un suggestivo ponte di legno che scavalca l’Aven. Il sentiero costeggia il fiume ed è immerso nel folto di alberi, ammorbidito da tappeti di muschio verde che si arrampicano sulle rocche e sui tronchi.

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Ingresso nel Bosco dell'Amore
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Riflessi sul fiume Aven

Il Talismano di Serusier (fonte Wikipedia)

L’acqua che si infrange sulle rocce e lambisce i cadenti rami degli alberi, evoca l’ispirazione artistica dei fondatori della Scuola di Pont-Aven. La quiete e il rifiuto dell’industrializzazione di fine ‘800, sono rappresentate nei quadri di questo periodo: un neo impressionismo legato al simbolismo, che trova le sue linee guida nell’opera di Paul Serusier, “il Talismano” (come la creperie), esposto al musee d’Orsay di Parigi.

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