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I’m shipping up to Boston

Non posso fare a meno di sentire le note punk rock irlandesi dei Dropkick Murphys ronzarmi in testa, mentre mi avvicino in macchina ad una delle più antiche città degli Stati Uniti: Boston, Massachusetts.

In arrivo dalla SouthEast Expressway, la Interstate 93 da Taunton, lentamente si scorgono i grattaceli del Downtown di Boston che si fanno via via più vicini (“I’m shipping up to Boston, to find my wooden leg!!!”). È un’emozione davvero particolare veder crescere i palazzi, osservarne i mille riflessi, avvicinarsi fino ad esserne circondato e poi vederli scomparire di botto, una volta che vengo inghiottito dal sottosuolo cittadino (in uno dei tunnel che passano sotto la città). 

Ritornato alla luce, mi trovo nel centro di Boston, in prossimità del Boston Common, luogo in cui mi ero appuntato di parcheggiare

Boston - La mappa

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Boston - La storia

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La Old State House tra i moderni edifici di Boston

Boston, fondata nel 1630 dai coloni puritani inglesi guidati da John Wirthrop, è una delle città più antiche degli Stati Uniti. Già dai primissimi anni della propria storia, Boston si distinse come importante centro culturale, vocazione che mantiene tuttora. Nel 1634 venne fondata la Boston Latin School, primo liceo pubblico d’America, mentre nel 1636, nella contigua Cambridge, vide la luce l’università di Harvard, anch’essa prima istituzione universitaria del continente americano. 

Nel corso del XVII e XVIII sec. Boston crebbe, divenendo un importante porto del New England, perdendo però la propria centralità politica a vantaggio di città quali Philadelphia e New York. Ciononostante, gli avvenimenti principali della Rivoluzione Americana, passarono da Boston. Tra di essi si ricordano i moti contro lo Stamp Act del 1765, che portarono all’occupazione della città da parte di due contingenti di giubbe rosse inglesi, e al successivo Boston Massacre. Nel 1773, poi, il Tea Act fece da scintilla per il famigerato Boston Tea Party, durante il quale i Sons of Liberty, travestiti da indiani, gettarono nelle acque del porto di Boston numerose casse di the per protestare contro i gabelli su di esse. Gli inglesi non accettarono tale affronto e, nel 1775, la rivoluzione sfociò in aperta guerra con le battaglie di Lexington e Concord, Bunker Hill e l’assedio di Boston.

A fine rivoluzione, la Boston vincitrice divenne un importante porto intercontinentale, vertice del triangolo del mercato degli schiavi atlantico. Fu grazie alla vocazione culturale della città, andata aumentando nel corso del XIX sec. tuttavia, che ben presto Boston si pose in prima linea nella politica di abrogazione della schiavitù.

Sempre all’inizio XIX sec. Boston vide un vertiginoso aumento dell’Immigrazione europea, numerosi furono gli irlandesi, complice la devastante carestia della patata che colpì la nazione europea. Tanti anche gli italiani, che si stabilirono nel North End e gli Ebrei russi che si insidiarono invece nel West End.

Nonostante alternati periodi di crisi e rinascita, Boston non perse mai il proprio ruolo di centro culturale americano, che la rende un’eccellenza mondiale dell’istruzione.

Cosa fare in un giorno a Boston

Lasciata la mia Cadilac al Boston Plaza Park, posso raggiungere il vicino Boston Common, luogo di partenza della Boston Freedom Trail. La Boston Fredom Trail è il modo migliore per visitare i luoghi simbolo della storia della città, se si ha poco tempo a disposizione.

Superato il monumento a Edgar Alan Poe, eretto nel luogo di nascita dello scrittore, raggiungo l’ufficio di informazione turistica allo start del Freedom Trail.

La prima parte del percorso della libertà, si sviluppa nel Downtown di Boston, caratterizzato da alti grattacieli in vetro dai mille riflessi. In mezzo a tali giganti, gli edifici coloniali del XVIII secolo quasi stonano e creano un colpo d’occhio davvero particolare.

Lasciati i palazzi commerciali del centro cittadino, poco a nord, ci si addentra nel North End, il quartiere in cui si stanziarono numerosi immigrati italiani, giunti in città ad inizi del XIX sec. Gli edifici di questa zona di Boston sono tra i più caratteristici, tipicamente in mattoni rossi, con le scale antincendio in ferro battuto ad incorniciarli

Superato il Charlestown Bridge, che costeggia il TD Garden, patria dei Boston Celtics e Boston Bruins, si entra in Charlestown, elegante quartiere residenziale sulla sponda opposta del Charles River rispetto a Boston. Charlestown si sviluppa sulla Bunker Hill dell’omonima battaglia, e dalla cima dell’obelisco eretto in memoria di essa, si ha una vista a 360° della città.

A Nord del Boston Common invece è presente il quartiere residenziale di Bacon Hill. I viali alberati e le case dalle facciate in mattoni e pietra, danno l’impressione di essere in un sobborgo di Londra invece che in una metropoli americana. Sarà anche per questo che Boston viene spesso descritta come la più europea tra le città degli Stati Uniti.

Cambridge: Harvard e il MIT

Superato il Longfellow Bridge, da cui si ha un’ampia veduta dello skyline cittadino, si entra a Cambridge. L’abitato è la sede del MIT, che si sviluppa sulla sponda del Charles River, e dell’Università di Harvard. Per giungere alla prestigiosa università, prendo la metropolitana dalla fermata Kendall, che in breve tempo mi porta in Harvard Square.

La vista del campus in Harvard Yard, riaccende in me centinaia di immagini di film ambientati tra gli alloggi degli studenti americani. Animal House, Dead Poets Society, Good Will Hunting. Studenti di varie etnie tornano ai propri alloggi dopo il weekend passato in famiglia (è Domenica, pomeriggio inoltrato). Mi viene un po’ di malinconia. Quanto era bello il periodo universitario!? L’Erasmus! Quanto potrebbe essere affascinante studiare in una celebre università come Harvard, con compagni da tutto il mondo? Torno alla macchina e a Taunton cercando di abbandonare tali pensieri. Considerando la mia poco invidiabile tempistica di completamento degli studi universitari, potrebbe non essere una buona idea iniziare una nuova carriera studentesca in una delle università più costose al Mondo…

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