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La Foresta di pietra di Huelgoat

La Foresta di Huelgoat rientra nella numerosa classifica delle attrazioni più suggestive della Bretagna. Il prestigioso riconoscimento deriva dalla presenza di innumerevoli pietre disseminate su tutto il territorio di Huelgoat, di cui alcune di grandissime dimensioni e di svariate tonnellate di peso. Tali ammassi e agglomerati di rocce sono conosciuti con il nome di caos granitico, e, sin dall’alba dei tempi, hanno alimentato numerose leggende sulla loro formazione.

Per foraggiare ancora di più il senso mitico del luogo, si ritiene che la Foresta di Huelgoat facesse parte della grande Foresta di Brocéliande che ricopriva la Bretagna (della quale abbiamo visitato la parte orientale), per cui anche le leggende del ciclo arturiano si sono mantenute tra queste rocce (I resti del campo gallico rinvenuto nel luogo, non a caso, si chiama Campo Arturiano)

Huelgoat, la mappa

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Il villaggio di Huelgoat e il Caos

Il villaggio di Huelgoat è un piacevole paesino in classico stile bretone (case di pietra e chiesetta gotica) che si affaccia su un calmo specchio d’acqua, Le Fao, che regala un’immagine bucolica del luogo.

Il fiume che si tuffa nel laghetto, le Riviere d’Argent, è costeggiato da un sentiero percorribile a piedi, che si affaccia sul Caos Granitico

Si attraversano stretti passaggi, a volte bisogna arrampicarsi per piccoli tratti, o addentrarsi nelle profondità buie della terra (come nella Grotta del Diavolo), per poi giungere di fronte al Caos. Una moltitudine di enormi massi, ricoperti di muschio, che sembrano essere rotolati da chissà dove, per concentrarsi  tutti sull’alveo del fiume. Oppure, secondo la leggenda, lanciati a grande distanza dal gigante Gargantua.

La musica di una giovane arpista, esalta il misticismo del luogo.

Huelgoat, sin dal XIX sec. è stata una meta turistica molto frequentata da inglesi. Come allora, anche oggi il sito è pieno di sudditi della regina, attratti dalla bellezza naturale del luogo.

La Foresta di Huelgoat

Costeggiando il caos, il sentiero si ammorbidisce, allargandosi. Le grosse pietre di granito scompaiono piano piano, lasciando il posto ad una fitta vegetazione. Il percorso incrocia la strada asfaltata, la D796A, e, dopo un breve tratto, si rituffa nuovamente nella foresta, salendo verso il Campo Arturiano. In questo tratto di sentiero incrociamo pochissima gente, tutti gli inglesi pare siano rimasti al caos, per cui godiamo della pace e del silenzio della natura. Dopo aver attraversato Le Mare Aux Sangliers su un piccolo ponte di legno, riprendiamo la strada verso il paese, non proseguendo quindi verso il Campo Arturiano che allungherebbe di un po’ il tragitto.

Il tratto per ricongiungerci al Caos si trasforma in un impervio e stretto sentiero che si addentra sempre più tra il folto degli alberi. Siggy in spalla lotta per schivare i rami ad altezza occhi, io cerco di mantenere l’equilibrio con il peso sulle spalle, Valery impreca per il peso del passeggino (a parte il tratto di strada che costeggia il fiume, la Foresta di Huelgoat non è molto passeggino-friendly)

Giunti nuovamente alle gigantesche pietre, l’appetito ci indirizza verso il paese, alla ricerca di un luogo dove pranzare.

La crêpe più buona di Bretagna

Troviamo dove rifocillarci alla Crêperie Les Myrtilles, dove mangiamo la miglior crêpe di tutta la Bretagna (e ne abbiamo mangiate molte). Crêpes di Blea Noir (farina di grano saraceno) con una vastissima serie di ingredienti. Il tutto accompagnato da dolce sidro di mele. Non ci facciamo mancare neanche due crêpes dolci. Persino Siggy mangia tutto di gusto!

A stomaco pieno, e animo leggero, ci apprestiamo a lasciare il paese e riprendere la strada verso la Manica, non prima però di aver assistito ad un furibondo litigio tra padre e figlio giapponesi, svoltosi nella piazza centrale. I rimproveri autoritari cadenzati dalla dura lingua del Sol Levante, attirano l’attenzione, ed il timore, di tutto Huelgoat (immagino persino il gigante Gargantua rannicchiato con le orecchie tra le ginocchia). Non a caso, il figlio, cerca di mantenere sempre una macchina a protezione tra se e il padre (mentre la madre guarda i due sconsolata)

Dopo l’interessante incontro culturale, ripartiamo verso Lannion, lasciandoci alle spalle il caos granitico, per dirigerci verso il caos delle spiagge della Manica.

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