Pizzo-Zerna-27

Pizzo Zerna e il lago montano di Sambuzza

Il Pizzo Zerna è situato all’apice della Val Sambuzza, una valle laterale della Val Brembana. La scalata al monte, è l’ideale per una camminata impegnativa, ma non difficile. Il sentiero, sempre ben visibile, sale  gradualmente senza essere mai esposto. Si arriva in tranquillità al bivacco Pedrinelli a 2350 mt.

Dal bivacco, gli ultimi 200 mt. per raggiungere la vetta sono un poco più esposti, in alcuni casi con la presenza di ghiaccio (abbiamo affrontato la scalata ad inizio primavera), per cui è richiesta concentrazione e sicurezza negli appoggi. Dato l’ampio dislivello da percorrere, è necessaria inoltre un minimo di preparazione fisica.

Pizzo Zerna, la mappa

Informazioni

Altitudine2572 mt.
Dislivello:1347 mt.
Tempo (salita/discesa):5 h
Difficoltà: EE - F+Acqua sul percorso: SI

Verso il Pizzo Zerna, salendo da Carona

Una camminata impegnativa, ma non difficile ( e non esposta). Questo era l’input che dato a Max per la ricerca della scalata da affrontare. Data la sua, e mia, paura delle altezze, ed il graduale abbandono di Habibi, il terzo componente del gruppo, alle difficili scalate in cordata, si voleva cercare un percorso che fosse adatto ad appassionati, ma arrugginiti, amanti della montagna. Grazie al portale di Vie Normali, Max ha trovato il Pizzo Zerna, che, dalle descrizioni, è sembrato perfetto per le nostre esigenze. Il risultato, è andato oltre ogni aspettativa.

Il sentiero parte da Carona, nella alta Val Brembana, a circa due ore da Monza. Subito prima del centro cittadino, si prende la strada che sale a sinistra (via Antonio Locatelli) seguendola fino al primo tornante, su cui grande cartello offre le indicazioni per il rifugio Calvi. Si parcheggia la macchina sulle strisce blu a bordo strada (recuperar il ticket del parcheggio, a pagamento nei festivi, nei bar in paese).
Dal tornante, la strada asfaltata sulla destra che si addentra nel bosco comincia subito a salire. Si sorpassa un agglomerato di cascine (Pagliari), con fontana e bar/ristorante, e si segue la strada fino ad un ulteriore baita con fontana, dopo aver superato le imponenti cascate della Val Sambuzza.

Cascate della Val Sambuzza
Cascate della Val Sambuzza

Bivacco Pedrinelli, e la cima (o quasi)

Al bivio per il rifugio Calvi, seguendo il sentiero di sinistra si prende una mulattiera che si addentra nel bosco. Si sale fino ad ulteriori cascine e alpeggi, costeggiando il torrente.
Dopo un tratto senza alberi, a circa un’ora e mezza di cammino, si raggiunge il bivio con il sentiero del CAI 208. Si prosegue per il sentiero CAI 209, rientrando per un altro tratto nel bosco. Si sale ancora, fino a raggiungere il definitivo limite degli alberi, arrivando ad un pianoro erboso, puntellato da rocce e da un’isolata baita.

Superata la baita, si costeggia il torrente, per arrivare alle pendici del Pizzo Zerna, un anfiteatro naturale, invaso da un lago montano mezzo congelato (lago della Val Sambuzza).

Lago della Val Sambuzza
Lago della Val Sambuzza
Passo del Publino
Passo del Publino

Dopo un’altra mezzora di salita costeggiando l’anfiteatro, ed ascoltando i richiami delle marmotte, si arriva al bivacco Pedrinelli a 2350 mt. posto nei pressi del passo di Publino. Siamo al confine tra Val Brembana e Valtellina. Il raggiungimento della vetta del Pizzo Zerna richiede altri 30/40 min. La salita procede poco sotto la linea di costa, con una difficoltà un poco maggiore rispetto al resto del cammino. Gli ultimi 50 mt. sono i più impegnativi, affrontabili senza particolare attrezzatura, ma con un minimo di esperienza.


Dalla vetta si ha una spettacolare vista del lago di Publino, e delle vette valtellinesi. Purtroppo, queste immagini ci sono state descritte da Habibi, in quanto Max ed io non ce la siamo sentita di affrontare gli ultimi 50 mt. della salita, per via della presenza di alcuni tratti innevati e scivolosi.

Valtellina
Valtellina

Ritornati al bivacco, ci concediamo dei meritati panini. Per scendere a valle, si intraprende il medesimo percorso a ritroso, e, in circa 2 ore, si è nuovamente a Carona. Le gambe sentono il dislivello percorso, e necessitano di un po’ di carburante. Nel barettino a Pagliari, ci concediamo una dissetante birra e lemon soda, che, pur suonando come una bestemmia per gli appassionati di birra, in effetti rinfresca.

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