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La Battaglia di Bannockburne

Come la Scozia è diventata indipendente

Per chi ha apprezzato, magari fino alle lacrime, il film Braveheart, capolavoro romanzato sulla vita di William Wallace, si ricorderà la prima battaglia nella quale gli scozzesi le danno di santa ragione agli inglesi. La battaglia di Stirling, rappresentazione più o meno veritiera della Battaglia del Ponte di Stirling  nel 1297. Tale battaglia è stata il capolavoro tattico di William Wallace che permise agli scozzesi di iniziare compiere raid nei territori inglesi. Nel 1298 Edoardo I invase nuovamente la Scozia sconfiggendo Wallace a Falkirk (anche questa battaglia riportata nella trasposizione cinematografica). Al che si ebbe un periodo di predominio Inglese, che portarono alla riconquista di Stirling, e la cattura ed esecuzione di Wallace (Libertà!!!). Ma, in questo lasso di tempo, emerse Robert the Bruce, che si ribellò nuovamente al dominio inglese, e si fece incoronare re degli scozzesi a Scone. Al gesto seguirono nuovi scontri con gli inglesi, i quali inizialmente ebbero la meglio, costringendo Robert alla fuga. Nel breve però le sorti volsero in favore del re scozzese, culminando nella battaglia di Bannockburne del 1314.

Braveheart, Mel Gibson è William Wallace

Un assaggio di questa battaglia si ha nel finale del film di Mel Gibson, e rappresenta la conquista de facto dell’indipendenza da parte degli scozzesi sull’Inghilterra, ratificata con il trattato di Edinburgh-Northampton del 1328.

La battaglia di Bannockburne, la mappa

Il giorno della battaglia

La battaglia durò 2 giorni, il 23 e 24 giugno 1314, a differenza della maggior parte delle battaglie medievali che duravano poche ore. Nel primo giorno di battaglia, la cavalleria inglese, superando il fiume Bannockburne, si scontrò con un reparto della cavalleria scozzese guidata da Robert the Bruce. celebre è il duello tra il re scozzese e Henry de Bohun, nipote del conte di Hereford, che guidava la cavalleria. Henry caricò Bruce a cavallo, e quando i due passarono fianco a fianco, Bruce staccò di netto la testa dell’avversario con la propria ascia. Questo gesto, viene ricordato in molte canzoni scozzesi. La cavalleria inglese venne quindi forzata a ritirasi dalla cavalleria scozzese.

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I campi della battaglia

Nella notte, gli inglesi attraversarono nuovamente il fiume, installando il proprio campo sulle sponde. Un cavaliere scozzese al servizio degli inglesi, Alexander Seton, disertò informando Bruce dell’ubicazione del campo inglese. Gli scozzesi presero così di sorpresa l’esercito inglese, che, incalzato dai picchieri in formazioni shiltrons, non riuscì ad organizzare un contrattacco di cavalleria, o a rendere efficaci i propri arcieri. Agli inglesi non restava che ritirarsi. Giles d’Argentan, considerato tra i migliori cavalieri dell’epoca, in campo con gli inglesi, dopo aver tratto in salvo il re Edoardo II, si volse verso il campo di battaglia dicendo al sovrano “Sire, le dico addio, in quanto non sono mai fuggito da un campo di battaglia, e non lo farò ora” . Giles tornò alla carica degli scozzesi, venendo sopraffatto ed ucciso.

Il re riuscì a ritornare in Inghilterra con un piccolo contingente di superstiti. Il grosso dell’esercito venne eliminato sul campo di battaglia o durante la ritirata. I pochi fuggitivi, uccisi dalla popolazione civile. 

Primissima raffigurazione della battaglia di Bannockburne
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Verdi campi, un tempo rossi del sangue inglese

La visita al sito della Battaglia di Bannockburne

Il luogo dove sorge il centro visitatori, alle porte di Sterling, molto probabilmente non è il luogo in cui si svolse la battaglia. Ancora oggi è acceso il dibattito su dove sia il luogo esatto, ma si ritiene possa essere nei dintorni del villaggio Balquhiderock, a pochi km dal sito tradizionale

Una forte, e rapida, doccia scozzese ci accoglie nel parcheggio del centro visitatori. Per accedere alla rappresentazione 3D della battaglia, bisogna acquistare un biglietto, mentre l’accesso al campo di battaglia è gratuito.

Il tempo di infilarci le giacche impermeabili, ed ecco che il cielo torna azzurro, illuminato da un caldo sole. Al termine di un breve viale circondato da verdi prati, si staglia il monumento in memoria della battaglia. Due mura a emiciclo, contrapposte, sono osservate da un’imponente statua di un accigliato Robert the Bruce a cavallo. Lo sguardo fiero e severo, pronto a spiccare teste degli avversari. Siggy probabilmente percepisce l’autorità del sovrano, tanto da cominciare a lamentarsi abbracciandoci stretto, dichiarando la sua paura

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Robert the Bruce

una bandiera della Scozia, la croce di Sant’Andrea, sventola alla cima di un alto pinnacolo.

dal monumento, si ha un’ampia veduta dei dolci declivi verdi circostanti. In lontanaza, il castello di Strirling.

Forse questo non è il luogo in cui gli scozzesi guadagnarono la loro indipendenza sul campo di battaglia, ma non importa. Lo sguardo severo di Robert the Bruce, non consente di controbattere.

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La croce di Sant'Andrea
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