Bourges: l’Alchimia e la Cattedrale (patrimonio Unesco)

Antica capitale della popolazione gallica dei Biturigi (sterminati da Cesare), Bourges si erge al centro quasi esatto della Francia. Le case a graticcio che si affacciano sulle strade, passano in secondo piano di fronte al patrimonio UNESCO che si staglia nella città, la gotica Cattedrale di Saint Etienne.

La città di Bourges sorge a pochi chilometri dal centro esatto della Francia, nell’antica regione del Berry, ormai scissa negli odierni dipartimenti, tra cui il Cher, di cui Bourges ne è capitale.

La città mantiene una classica impronta medievale, possedendo numerose case a graticcio che si affacciano su vicoli lastricati, e per la cattedrale gotica di Saint Etienne, patrimonio dell’UNESCO, essendo uno dei primi esempi di architettura gotica già precedente al XIII sec.

Bourges shieldCittà: Bourges
Dipartimento cher franciaDpt.: Cher
Regione valle della LoriaRegione: Centro-Valle della Loira
france flagFRANCIA

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Strada di Bourges
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Palazzo della posta
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Tipica casa a graticcio di Bourges

Bourges, la storia

Avarico. Capitale dei Biturigi. Questo era il nome di Bourges durante i regni gallici. E durante la campagna di Gallia di Giulio Cesare. La tattica della terra bruciata con la quale il capo dei Galli, Vercingetorige, voleva mettere in difficoltà la linea di approvvigionamento dei romani, impegnandoli in guerriglie lontani dagli accampamenti in cerca di foraggio, aveva trovato prevalentemente d’accordo gli altri capi gallici, ad eccezione dei Biturigi, che si rifiutarono di bruciare la propria città. Avarico era difficilmente conquistabile, circondata com’era quasi totalmente da paludi, tranne che per una stretta fascia di terra. Vercingetorige dovette cedere, ed assegnare 10000 effettivi alla difesa della città. Non avevano fatto i conti con le doti ingegneristiche dei romani. In 25 giorni di assedio, i genieri romani costruirono un terrapieno largo 100 mt per 24 mt di altezza, raggiungendo l’altezza dei contrafforti, rendendoli inutili. Le sortite degli assediati non ebbero esito, e, alla vigilia del 27° giorno, sotto un violento temporale, torri d’assedio raggiunsero le mura. Dopo una fiera resistenza, i 35000 legionari dilagarono nella città, stremati e affamati. Dei 40 mila galli (sia guerrieri ma soprattutto civili, donne e bambini) solo 800 sopravvissero alla mattanza.

Avarico roman siege
Modello dell'assedio romano di Avarico (Wikipedia)

La città di Avarico divenne un florido centro romano, con imponenti mura, acquedotto, anfiteatro. Il nome mutò in Bourges (derivante probabilmente dal popolo gallico dei Biturigi) nel basso medioevo. La città venne conquistata dai Franchi con Carlo Martello nel 731, e nuovamente intorno al 760 da Pipino il Breve.

Nel XII sec iniziarono i lavori di costruzione della Cattedrale di Saint Etienne. Nel medioevo la città divenne la capitale del Ducato di Berry. Divenne inoltre, nel corso dello stesso periodo, una delle capitali europee dell’alchimia. Uno dei personaggi affascinati dalla materia fu Jacques Cœur, mercante, tra le persone più ricche all’epoca.  Fece erigere un sontuoso palazzo a Bourge, che porta il suo nome.

Bourges, la mappa

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Bourges, la città

Abbiamo scelto Bourges come tappa intermedia del viaggio di avvicinamento alla Bretagna, per la sua centralità, e, soprattutto, per il suo passato gallico e la famosa cattedrale.

Pernottiamo all’Hotel Rest Novo, situato in una zona verdeggiante , a pochi minuti di macchina dal centro. L’albergo è molto ben tenuto, con le camere che comunicano direttamente con il parcheggio, e con personale molto cordiale e disponibile. Anche la colazione abbondante e gustosa.

Con la mappa della città fornitaci in reception, ci dirigiamo nel centro. Parcheggiamo a pochi passi dalla Cattedrale, in un ampio parcheggio nella Place Seraucourt, totalmente gratuito e quasi vuoto (è lunedì sera, un lunedì d’Agosto).

A pochi metri dal parcheggio, si staglia la Cattedrale de Saint Etienne 

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contrafforti laterali
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Ingresso laterale della Cattedrale di Saint-Etienne

La Cattedrale di Saint-Etienne

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Cattedrale di Saint-Etienne

La costruzione della cattedrale iniziò nel 1195, sulle rovine di una precedente cattedrale della quale si è conservata la cripta. La facciata, di oltre 40 mt. di larghezza, la classifica come la più grande al mondo. Le pareti esterne sono puntellate da contrafforti, strutture innovative per il periodo in cui vennero costruiti.

Come l’esterno, anche l’interno è maestoso. Le colonne, altissime, che sorreggono la volta, creano giochi di prospettiva. L’illuminazione è cupa, come ci si aspetta da una chiesa gotica, ma le vetrate, per la maggior parte originali del XII sec, danno una nota di colore, e suggestivi riflessi nella luce del tramonto.

Dal 1992, la cattedrale è stata inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, come prova della potenza cattolica nella Francia medievale, oltre alla bellezza delle forme architettoniche.

Dietro l’abside della cattedrale, c’è il parco del Musée Des Meilleurs Ouvriers de France, in Agosto carico di bellissimi fiori (subit o assaltati dal piccolo Sigfrido, che ci hanno fatto vincere gli sguardi infuocati di un’anziana seduta nel parco). Il parco presenta anche un’area giochi per bimbi.

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Le Jardin de l'Archêveché

Continuiamo la visita di Bourges

Proseguiamo la visita della città percorrendo la Rue Moyenne, l’arteria principale che taglia in due il centro cittadino. Sulla via si affacciano i principali negozi ed eleganti edifici. Da qui si dirama la Rue Jaques Coeur, sulla quale è presente l’omonimo maestoso palazzo

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Palazzo Jacques Cœur
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Edera

Parallela alla Rue Jaques Coeur, corre la Rue des Arènes, che presenta costruzioni più in stile medievale, classiche a graticcio. Suggestiva la piccola Chiesa Saint-Pierre-le-Guillard.

Ci colpisce molto il fatto che durante il nostro giro fino a questo momento, abbiamo trovato poca gente, e, soprattutto, molti locali chiusi. Entriamo in un pub per cenare, ma veniamo rimbalzati in quanto non cucinano la sera. 

Riusciamo quindi a farci servire in una brasseriele Central Bar, che pare essere uno dei pochi locali aperti. Fortunatamente c’è una lasagna a microonde apprezzata da Sigfrido. Valery ed io invece mangiamo salciccia e patate. Solo vagando dopo cena, scopriamo altre zone molto più vive e ricche di locali. Una è la Rue des Beaux Arts, con la propria antistante piazza alberata. Un’altra la Place Gordaine, che raggiungiamo percorrendo la Rue Mirebeau, forse la più caratteristica delle strade della città, chiusa da ammassi di case a graticcio dalle finestre e tetti storti. La luce serale che si affievolisce, gli interni delle case che sprigionano una calda illuminazione, rendono la Rue Mirebeau molto romantica. Dopo la Place Gordaine, imbocchiamo la Rue Bourbonnoux, che ci riporta alla cattedrale, imponente e regale..

La luce del giorno sta svanendo, lasciamo il luogo di culto incorniciato da un cielo a sprazzi dorati. Ritorniamo in albergo, a rifocillarci di sonno, per la prossima tappa verso la Bretagna.

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